E’ tutta una questione di problem solving (e due!)
Can you find examples that go in favor or against the Vygotsky’idea that learning lead development?
Just one choise this week
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L’interazione sociale nell’apprendimento e l’importanza della proposta didattica: un monito per gli insegnanti (contesto, abilità sociali, apprendimento cooperativo).
Si deve, senza dubbio, a Vygotskij la classica distinzione tra le due idee, fondamentali, concernenti lo sviluppo individuale, ovvero: il “livello effettivo di sviluppo”e “livello potenziale di sviluppo”.
Il primo è un modo per esprimere in maniera schematica l’idea di competenze effettivamente acquisite ad un certo momento dello sviluppo cognitivo di un individuo e la “zona” nella quale si situa tale livello prende il nome di “zona effettiva”; il secondo livello è analogo per le competenze
potenzialmente acquisibili in un futuro ravvicinato e la “zona” nella quale si situa si chiama, di rimando, “zona potenziale”.
L’attività didattica si ritrova, in realtà, ad avere poco senso in ciascuna delle due “zone”: nella prima potrebbe limitarsi a confermare il cognitivo già acquisito; mentre nella seconda, non può produrre competenze o costruzione di conoscenza, in quanto il soggetto si trova ancora nella fase di apprendimento (l’apprendente, per l’appunto) e non possiede ancora le competenze necessarie per capire ciò che gli si sta proponendo.
Dunque, l’attività didattica si deve giocare tutta tra la zona di sviluppo effettivo e quella potenziale, in quella che Vygotskij si chiama “zona di sviluppo prossimale”, cioè la distanza tra il livello effettivo di sviluppo e il livello di sviluppo potenziale. In realtà, la cosa è più sottile.
Al momento di presentare questa distinzione, Vygotskij si riferisce esplicitamente non a generiche
attività di apprendimento, ma a situazioni di problem solving e distingue due forme di questa attività:
- problem solving autonomo, ovvero l’apprendente lo affronta in modo autonomo
- problem solving collaborativo, che l’apprendente affronta sotto la guida di un adulto o in collaborazione con un coetaneo più capace.
La zona di sviluppo prossimale, in attività di problem solving, è dunque compresa tra quelle due:
- quel che uno sa fare autonomamente appartiene alla zona effettiva;
- quel che uno fa in collaborazione potrebbe non essere del tutto acquisito in modo autonomo; ma, se la collaborazione c’è stata, allora il suo fare fa parte della zona potenziale o, per lo meno, serve a definirla e riconoscerla. Addirittura secondo Vygotskij, i risultati del problem solving collaborativo potrebbero rivelare di più sulle competenze individuali che non quello autonomo.
Quindi la zona, che possiamo definire, operativa della didattica è oltrela zona effettiva, ma prima della potenziale, quella zona cioè dove l’apprendente può costruire conoscenza.
Come scrive lo stesso Vygotskij: «La zona di sviluppo prossimale definisce quelle funzioni che non sono ancora mature ma che sono nel processo di maturazione, funzioni che matureranno domani ma sono al momento in uno stadio embrionale. Il livello effettivo di sviluppo caratterizza lo sviluppo mentale retrospettivamente, mentre la zona di sviluppo prossimale caratterizza prospettivamente lo sviluppo mentale». A questo proposito Vygotskij fece esperimenti per dimostrare che «ciò che è oggi nella zona di sviluppo prossimale sarà il livello di sviluppo effettivo domani», considerando anche gli studi di McCarthy, pubblicati negli anni ‘30, che effettivamente potevano dimostrare questa affermazione
L’apprendimento per imitazione.
Nella collaborazione tra apprendente e adulto o pari più capace, un ruolo di straordinaria importanza riveste certo l’apprendimento per imitazione, intesa non solo come passività ripetitiva, ma come messa in moto di meccanismi autonomi sulla base di un modello comportamentale incente proposto. Dunque, un ruolo centrale spetta all’appartenenza ad una società all’interno della quale l’apprendente è inserito: «L’apprendimento umano presuppone una natura sociale specifica e un processo attraverso il quale i bambini si inseriscono gradualmente nella vita intellettuale di coloro che li circondano».
